Propongo qui un video che vorrei far precedere da pochissime parole, nella speranza invece di generare un qualche scambio fruttuoso.

Quella che vedrete è per me una metafora di come l’organizzazione possa essere, a seconda di come la si declini nella realtà, un supporto al raggiungimento degli obiettivi o un problema da gestire.

E’ il movimento che mi ha colpito come fenomeno. Nessuno direbbe oggi che l’organizzazione debba essere “ferma”, piantata. Ma è comunque difficile comprendere fino in fondo cosa voglia dire: flessibilità, resilienza, adattabilità.

In effetti è spesso molto ardita la progettazione organizzativa negli ambiti in cui questa si relaziona con l’esterno, ma il grande paradosso è che questa flessibilità e agilità viene poi “garantita” attraverso un rafforzamento centralizzato dell’interno.

Mi pare un paradosso che l’attuale paradigma di management non colga appieno, e anzi ridefinisca in modo spesso ansiogeno nei termini che ho detto sopra: mercato veloce, cliente mutevole = struttura solida, gerarchie ferree, ruoli e processi codificati al dettaglio.

La discrasia fra l’esterno e l’interno portano, a mio avviso, a costi crescenti di controllo e governo, e perdita di valore insieme all’engagement delle persone implicate.

Cosa ne dite?