pensieroCi sono delle volte in cui chi si occupa di questioni legate alle organizzazioni pensa di dover fornire una chiave di lettura nuova, un modello inedito, una panorama completamente innovativo da proporre ai suoi uditori. Spesso questa necessità impellente si sintetizza in singole affermazioni, frasi evocative, che si spera si ricordano nel tempo come totalmente rivoluzionarie.

Ma essendo particolarmente devoto ad un relativismo pragmatico (inteso come atteggiamento mentale che non pretende di dare risposta – la risposta! – ad ogni cosa come fosse la definitiva), e ad una visione più sistemica delle cose, mi pare di cogliere come ogni singola frase, pur dando risposte a certe domande, ne solleva poi delle altre. In filosofia si chiama aporia: quelle incongruenza, o nuovo quesito, che una certa analisi consegna ai posteri.

Robert K. Merton, sociologo del secolo scorso, introdusse la logica delle “teorie di medio raggio” , circoscrivibili, cioè, a domande specifiche in un campo ben definito.

In effetti questo approccio aiuta se si guarda ad una dimensione sistemico/complessa com’è l’organizzazione. Una dimensione che peraltro cambia continuamente senza soluzione di continuità.

Quindi come pensare ad una definizione, analisi, modello, che possa essere insieme totalmente descrittivo e nel tempo irriducibile su temi quali la leadership, il management, l’innovazione ecc…?

Mentre penso a questo incontro un documento che fa per me quello che un bel manuale di storia della filosofia fa per un pensatore: mi permette di ricordare che tante domande anche attuali sono state già poste molto lontano nel tempo, e che per queste molte “belle teste” hanno proposto delle risposte. E poi che queste idee, pur rispondendo a qualche domanda, ne hanno prodotte delle altre alle quali altre teste hanno provato a rispondere. 

Insomma, che esiste una euristica che è effetto di un pensiero che si muove insieme all’oggetto che cerca di analizzare (anche se molto, ma molto più lentamente).

Heroes of leadership, the men and women who advanced organizational thinking in theory and practice

Si tratta di una bella raccolta di statement che hanno arricchito la storia del pensiero della sociologia dell’organizzazione e del management, in cui autori di vario genere (studiosi, consulenti, imprenditori, ecc…) fanno risuonare i loro insight. Davvero un bel lavoro di raccolta.

Ma la domanda mia resta sempre la stessa, molto provocatoria: quanto di questo sapere per quanto liquido e in movimento è messo alla base del management odierno? Perchè come Daniel Pink dice in un suo TED speech: “there’s a mismatch between science knows and company does” ?

A questo non so rispondere. Intanto godetevelo!