Lo scorso 22 aprile si è svolto il #SASforumMilan, evento promosso da SASItaly.

Ho avuto modo di dire più volte durante il live che l’evento è stato per me davvero molto interessante.

Ci sono alcuni passaggi che ci hanno offerto gli speaker della mattina, che mi sono rimasti in testa come delle impressioni quasi visive.

Le “butto” qui di seguito così come mi vengono in mente:

“Le aziende che cambiano il mondo non posseggono ciò che vendono. Alibaba non ha magazzino, Uber non ha auto, Airbnb non ha stanze…” Marco Icardi CEO SASItaly

“Ho sequenziato il mio genoma per capire cosa si prova a “leggersi” così…per dare impulso ai nostri studi abbiamo dovuto imparare a raccogliere, organizzare, leggere quantità di dati immensi” Prof. Massimo Delle Donne Genetista

“Non si tratta di sfida tecnologica, ma culturale…abbiamo dovuto gestire un reale lo shock da disponibilità del dato che si è prodotto nelle persone”  Giovanni Bossi CEO Banca IFIS

“”abbiamo ricostruito delle dinamiche epidemiologiche attraverso la mappatura della mobilità di milioni di persone su un dato territorio” Dino Pedreschi docente di Informatica

“abbiamo capito che era urgente catturare e capire le informazioni che il cliente ci aveva già dato, e noi non lo sapevamo” Stefano Fiorentino, Churn Management & Customer Engagement Sky Italia

“la sfida oggi è trasformare i Petabytes che siamo in grado di raccogliere, in micro informazioni come sms da inviare al device del cittadino” Pierre Philippe Mathieu, Earth Observation scientist, Applications & Future Technologies Department – ESA

“”mi servono dati ma non li ho, così decido di usare quelli che ho. Risultato: decido su basi errate!” Marco Fedi, CIO – Allianz

“puoi tracciare il percorso fatto da un singolo frutto prima che arrivi sulla tua tavola. Ottimizzare la catena del food per fronteggiare la fame nel mondo” Riccardo Sabatini, Phd-researcher scientist at SISSA e EPFL

“con il nostro data analytics cockpit abbiamo cambiato il modo di fare le riunioni!” Mauro Fanfoni, SVP Marketing and Innovation Europe – Eni Retail Market G&P

Insomma il dato non più rimanere tale, ma deve necessariamente diventare sapere ed alimentare il nostro modo di leggere e capire il mondo che ci circonda. Per fare questo la tecnologia sta offendo il suo apporto, ma anche i sistemi umani (cultura, mentalità, processi) devono offrire il proprio.

Bisogna cambiare mindset, abbandonare l’approccio del “tacchino induttivista”, ricorda Marco Fedi nel suo ottimo intervento, e passare a modelli di osservazione e comprensione più adatti.

I dati devono essere trattai e diventare conoscenza o ci assilleranno come una enorme rumore di fondo.

No, non stiamo superando la cognizione umana a favore di una mente tutta digitale, se è questo che stai pensando. Piuttosto capire che l’umano si posiziona al principio di questo processo come colui che pone la domanda di ai dati. E poi in fondo per utilizzarli come supporto ai processi decisionali.

Ma va capito che su questo carro bisogna saltare sopra in fretta. Avvicinarsi al mondo dei big data e familiarizzare con modelli e strumenti che stanno diventando irrinunciabili.  Non si tratta di diventare tutti dei data analyst, ma di possedere le chiavi del processo certamente, per prendere decisioni che siano orientate a generare valore: nel business come nella società!