Rifletto spesso sulla necessaria pratica di definizione di concetti complessi: è nella natura umana chiedersi “cos’è?” almeno quanto “perché?”.

Una natura che ci ha portati a produrre modelli di pensiero che partendo dalle pratiche più misteriche passando per la filosofia e poi la scienza, ci accompagnano nel nostro continuo sforzo nella comprensione del mondo.

Nemmeno la  Social Organization sfugge a questa necessità, ed io stesso ne ho prodotto una mia (che peraltro cambia nel tempo in ragione delle sensibilità che acquisisco conoscendo aziende e persone).

Certo le parole ci sembrano sempre lo strumento ideale, capaci, con la loro moltitudine significativa, di farci allargare e coprire sempre più il concetto che cerchiamo di descrivere e sintetizzare. Ma è anche una inclinazione tutta occidentale va detto.

Ma per la verità non sono l’unica via per arrivare alla comprensione. Le immagini infatti hanno preceduto la parola nel nostro percorso evolutivo, perché più dirette come nodo di significato, ma nello stesso tempo maggiormente capaci di aprire ed accogliere le declinazioni che ognuno può integrare.

Ho così pensato di avviare un piccolo esperimento sulla community facebook Cerchiamo la Social Organization, in cui ho chiesto ai membri di provare a postare immagini che potessero rappresentare visualmente l’organizzazione sulla quale discutiamo.

Abbiamo così lanciato un l’hashtag #SocialorgHunting con il quale abbiamo raccolto queste evocazioni visive accompagnate da brevi testi di introduzione da parte del contributore.

Ho deciso ora di raccoglierle per farne un breve visualbook e tenere traccia di questa esperienza. Ma anche per mettere insieme queste metafore in una narrazione che forse la social organization la colgono anche meglio.

Sappiatemi dire se la pensate così anche voi.