Analytics everywhere: oltre i rischi le opportunità

Di nuovo quest’anno ho potuto assistere al #SASForumMilan, un evento da mettere in agenda annualmente e da seguire con grande attenzione

Il titolo “Analytics Everywhere” solca di certo un dibattito ampiamente in corso sulla natura apocalittica di questa disponibilità piuttosto che sulla opportunità che questa apre.

Gli interventi della mattina sono andati nella direzione di suggestionarci su questa dimensione di ecosistema che la conoscenza collettiva sta acquisendo.

Provo qui di seguito a portarvi con me nel percorso di quella mattinata, scegliendo fra alcuni degli interventi che più di altri mi hanno colpito in profondità.

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ANALYTICS EVERYWHERE

Il saluto di Marco Icardi CEO SASItaly intanto, che ribadisce come il fare cultura degli analytics sia ora il percorso da compiere da parte di tutti i player che ne hanno facoltà. In questo devo dire ho sentito molto sensibile il richiamo anche nella mia personale attività di promozione della #socialorg, che, va detto, senza Analytics non va da nessuna parte.

Marco ha poi citato una dato di ricerca che dice come le persone intervistate tendano per la maggioranza a ritenere che I dati personali possano essere rilasciati ad imprese e player di vario genere, a patto che vi sia una scambio di valore in termini di servizi resi. Certo potrebbe giocare una qualche forma di inconsapevolezza generale in questo risultato, ma anche una presa d’atto circa il fatto che non intendiamo i nostri dati personali come totalmente inviolabili, ma come “elemento” di relazione su cui cui trovare accordo.

Ultimo affondo è sulla digital transformation aziendale: come cambiare senza conoscere? resterebbe una mera operazione di Maquillage digitale, ma senza una vera direzione verso la più grande risorsa di oggi: il sapere.

STEFANO MANCUSO: IMPARIAMO DALLE PIANTE

Un secondo ospite davvero illuminante è stato Stefano Mancuso Botanico, ricercatore, speaker. Di Stefano trovate un bellissimo TED Speach che posto qui perché alcune delle più belle e significative immagini che ci ha proposto sono davvero da vedere

Intanto ci dice che, rappresentando le piante circa il 99,7% della biomassa terrestre, questA è di fatto la “specie” di vero ed incontrastato successo!

Lo scopo di Mancuso è quello di portare in evidenza come le piante siano per loro natura e specificità in sé un esempio da seguire per quello che riguarda la dimensione del sapere.

Alcune sue affermazioni che mi hanno colpito:

  • la pianta è radicata a terra deva difendersi in modo diverso, per questo sono gli esseri viventi con maggiore capacità di analisi del contesto
  • le piante distribuiscono le funzioni degli organi su tutto il corpo, se le spezzi o tagli non muoiono (finché restano ancorate a a terra)
  • le piante sono organismi sociali che sono in grado di “sentire” anche se in modo diverso da come lo intendiamo noi. Sono però connesse con il loro ambiente, lo vivono pienamente
  • le piante ci vedono. Ancora non come facciamo noi, ma con proprietà diffuse…hanno “occhi” ovunque!
  • le piante si relazionano: con altre piante, ma non solo.
  • Il bosco è un un sistema di network, connesso, interagente, auto-apprendente (ricordate Vitrautral il bosco di Avatar che si connetteva con Eywa generando sapere e memoria della terra?)
  • In ultima analisi dalle piante impariamo:
    • si sviluppano su proprietà emergenti
    • hanno reti di connessione e sono consapevoli
    • producono una forma di intelligenza collettiva

Le metafore con il nostro mondo sono tutte da esplorare meravigliosamente.

TAMARA DULL: DATA HAS NO BORDERS

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Tamara Dull è la Director of Emerging Technologies di SAS, e ci ha portato in un mondo in cui dati, sapere ed oggetti interagiranno per offrirci soluzioni sempre più fini.

La sua incursione sul tema della privacy è stata certo la più verticale e diretta. Alcuni tra gli elementi che ha opportunamente citato:

  • c’è ancora un dibattito nella forma “orwelliani vs utopisti” , che non aiuta a fare innovazione ed anche sicurezza
  • libertà vs dignità, perché i dati che ci riguardano non devono essere sottratti, ma scambiati consapevolmente. E lo scambio serve prima a me che a chiunque altro.
  • “data has no borders” grande opportunità di fare sinergie fra discipline, tecnologie, ricerca

PAOLO BRUTTINI: SAPERE PER MEGLIO GOVERNARE

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Paolo Bruttini, amico e consulente che stimo moltissimo, ci ha portato dentro le organizzazioni mostrando come gli Analytics siano un vero turning point per ogni progetto di cambiamento organizzativo.

Ci ha mostrato tecniche di Organizational network analysis per evidenziare le reti informali organizzative (tema che ho tratto in The Human Side Of Digital), e poi modelli di scambio conversazionale in cui le persone hanno prodotto conoscenza collettiva.

Un affondo immancabile sul tema della leadership in organizzazioni aperte e social come quelle che ha descritto: questa deve diventare abilitante.

Va superato il modello di comando e controllo e generato un contesto di auto-organizzazione in cui le persone possono offrire il meglio. In questo contesto lo strumento di conoscenza per il leader che non “comanda” è proprio il Data Analytics.

Per inciso anche Paolo che è autore di Coaching: come trasformare individui e organizzazioni è membro del gruppo Cerchiamo la Social Organization, in cui dibattiamo proprio del tema della trasformazione organizzativa.

MAURO MALDONATO: VERSO L’INTUITO CONSAPEVOLE

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Mauro Maldonato è psichiatra e professore di Psicopatologia generale.

Il tema della sua ricerca scientifica è quello dei processi decisionali umani. In effetti la disponibilità di dati e conseguente sapere porta a domandare come possiamo fare a gestire questa complessità.

Diciamo che le riflessioni portate da Mauro sono di fatto di grande buon senso, ma con una consapevolezza più chiara su come il cervello funziona; Sui suoi limiti, ma anche enormi potenzialità.

In sostanza sappiamo, secondo Maldonato, che il cervello umano è oggi sotto grandissima pressione e forse molto vicino al suo limite computazionale e cognitivo. Ma è anche vero che buona parte di questa attività può essere oggi eseguita dagli strumenti che abbiamo a disposizione.

Il processo decisionale umano non è come possiamo pensare una affondo verticale sul “problema” da risolvere. Non è meramente e pienamente razionale, non procede da un punto verso un altro. Le dimensioni chiamate in gioco sono esperienza, sensibilità, intuito.

Per Mauro non solo queste sono proprietà utili, ma addirittura da usare consapevolmente nel processo decisionale. Il tandem di processo che si crea con gli strumenti di Analytics è ottimale: il software computa e noi intuiamo, sfruttando così potenza di calcolo e sensibilità umana.

Mi piace molto questa considerazione perché riprende il tema cuore della centralità umana nella decisione, perché se le macchine hanno capacità di processare dati molto più alta di quella umana, la Persona riesce spesso ad intuire soluzioni anche con pochi dati a disposizione. Questa interazione chiama alla responsabilità peraltro, che non possiamo delegare alle macchine.

Questa la mattinata piena di flash di scenario e di vie di esplorazione nuove ed illuminati. Il pomeriggio poi ci sono stati stati come di consueto delle sessioni parallele in cui altri speaker hanno potuto approfondire i temi del Forum.

Insomma come l’anno scorso un #SASForumMilan davvero illuminante per me che cerco di immaginare scenari di società ed organizzazioni in cui le persone possano creare insieme.

A proposito di questo vi rimando alla intervista/chiacchierata che ho potuto fare con Dino Pedreschi dell’Università di Pisa, sul tema del DataAnalytics (termine che lui non ama!) per co-creare e generare cambiamento insieme. Pubblicherò nei prossimi giorni qui sul blog l’intervista, e poi mi direte se non siamo davanti ad un possibile cambiamento epocale dei sistemi sociali…tutti!