Il learning designer

Il mio lavoro è bello, ma qualche volte ancora più di altre.

Qualche tempo fa sono stato invitato a tenere uno speech sul cambiamento dei modelli di apprendimento, nell’ambito di una giornata di lavoro di un team di learning&development di grande gruppo bancario.

Il tema lo amo e questa non è una novità.

Ma quando mi hanno detto che i lavori del team si svolgevano in un contesto di metafora della saga del Signore degli Anelli, beh, tutto ha preso un’altra dimensione.

Mi è così tornato in mente di come anni fa, nel pieno del delirio da anello (parliamo del 2003!), con amici decidemmo di dedicare il carnevale alla saga.

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Dovemmo così trovare abbigliamento adatto, accessori, maschere per poter assomigliare il più possibile ai personaggi.

Non fu facile, dovemmo imparare cose su contesti nuovissimi per noi. Trovammo che c’erano diversi atelier che affittavano vestiti di scena dismessi. Li trovammo davvero un sacco di cose utili.

Poi scoprimmo di siti che vendevano accessori tipo orecchie a punta, piedi finti pelosi, barbe lunghe e folte, bastoni da maghi.

Infine le community online di amatori furono l’ultima grande risorsa per poter prendere spunto su linguaggio, modi, atteggiamenti, dei vari personaggi.

Insomma in quasi totale autonomia, attraverso la rete, il team ha potuto costruire una esperienza che prima di tutto è stata di apprendimento, e poi di risultato.

Ci siamo divertiti non c’è dubbio!

Eh insomma, quindi ho deciso di parlare di questo: di come il learner contemporaneo sia cambiato profondamente e di come, coerentemente, il learning designer organizzativo debba cambiare.

La logica non è più quella di costruire offerte formative precostituite, e poi di coinvolgere persone come fossero un target. Piuttosto di mettere a disposizione delle risorse di saperi che queste possono attivare quando ne hanno bisogno concretamente.

La learning organization è un sistema in cui persone si cercano e cercano contenuti per costruire esperienze di apprendimento senza soluzione di continuità.

Di questo, e di come disegnare ambiti del genere, ho parlato durante l’evento.

Grazie davvero a chi mi ha invitato per questa bellissima occasione!